Pattern a crudo

"Pattern" perché abbiamo servito delle ricette illustrate, "a crudo" perché è così che si gusta Olio Sandron, partner del progetto. 
Francesca Infantino
Brand design & strategy
È un progetto, un esperimento, un evento ma soprattutto è stata una delle prime occasioni per mettere alla prova il collettivo e il suo potenziale.
Partiamo dal nome: pattern perché abbiamo servito delle ricette illustrate, a crudo perché è così che si gusta Olio Sandron, partner del progetto.
Il primo appuntamento è stato il 25 giugno 2015 nel cortile di Pangramma: abbiamo offerto ai nostri ospiti 4 piatti differenti: gazpacho, spaghetti di zucchine, insalata pantesca, fave e pecorino. Tutte ricette che non dovevano essere cucinate ma solo assemblate, a crudo come l’olio che le avrebbe poi condite.
Bastava un pattern per rappresentare la ricetta: non c’erano passaggi o lavorazioni, La sintesi visiva poteva avvenire con moduli/ingredienti ripetuti. Ho coinvolto 4 illustratori dallo stile totalmente differente il cui linguaggio si sposava bene con il gusto del piatto.
Francesco Poroli ha illustrato il pattern degli spaghetti, Umberto Mischi il sapore deciso del gazpacho, Hikimi un’insalata estiva con patate, cipolle e capperi, Francesca Tabasso ha dato carattere a fave e pecorino. Ne è uscito un lavoro visivo molto potente: l’immaginario creato spaziava tanto e raccontata un’universo di gusti possibili.
Ne abbiamo poi prodotto, insieme a paperbanana, delle splendide tovagliette per la tavola su carta tree free, in fibra di canna da zucchero e vendute insieme a un’edizione limitata del packaging di olio Sandron.
Come graphic designer avevo lavorato anche alle grafiche dell’evento: partendo da pezzetti di verdura astratti disegnati da Hikimi, ho creato il lettering con il nome dell’evento, abbinandolo al geometrico Estilo, un font molto connotato che in quel periodo era protagonista dell’immagine coordinata di pangramma.

Esplora gli articoli per argomento