Carolina Grosa

Articolo e videointervista #pimpmywork2019

Dopo il liceo Carolina si è iscritta allo IED di Torino dove ha frequentato il corso di illustrazione per tre anni.

“Mi sono resa conto che oltre all’illustrazione una mia grande passione era quella del cinema d’animazione per cui ho deciso di frequentare il CSC sempre a Torino.” Frequenta il primo anno e parallelamente apre la partita IVA ed inizia a lavorare. Purtroppo durante questo periodo, si rende conto che l’impegno era troppo per lavorare e studiare contemporaneamente e lascia quindi la scuola di cinema dedicandosi solo più al lavoro.

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Illustratrice freelance per diverse aziende, lavora contemporaneamente per diversi progetti.

“Ho due anime fondamentalmente”: illustratrice per la pubblicità è la prima ed in questa si occupa di: packaging, comunicazione visiva, etichette piuttosto che storyboards per spot pubblicitari.

Invece l’altra anima “quella che mi corrisponde di più” è quella dell’illustratrice per l’infanzia e in questo caso si occupa di ibridi scolastica. Lavora con case editrici che producono libri educativi per la scuola primaria oppure con editori che che si occupano di libri di narrativa o illustrazioni di fiction.

“Il mio lavoro non è necessariamente volto alla ricerca di uno stile.” Non ha forse uno stile ben definito, però ha degli elementi che gli piace disegnare che sono: “nella fattispecie gli animali che suonano, che ballano e poi mi piace tantissimo il giallo e quindi cerco di metterlo il più possibile in qualunque illustrazione che faccio.”

“Non sono brava a lavorare in gruppo, anzi sono pessima, sono veramente molto antipatica quando si tratta di confrontarsi su idee che non mi rispondono ma cerco costantemente di migliorarmi e di superare questo blocco, anche perché lavorando in un ambito creativo è assolutamente necessario avere la capacità di collaborare con altri professionisti.”

Anche se può sembrare che il lavoro in team non sia il suo forte e non possa piacerle crede fortemente che i lavori più belli siano fatti quando c’è un gruppo con un attivo uno scambio di idee.

E’ tendenzialmente un’illustratrice eremitica e solitaria, ma fa in modo di superare le difficoltà e lavorare spesso e volentieri in team.

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Si ispira maggiormente a Quentin Blake, che adora per il suo tocco graffiante e soprattutto per la sinergia creativa che ha avuto con Roald Dahl, un’altro professionista dal quale trae spunti creativi.

“Sono stati capaci di arrivare a qualcosa di inarrivabile, nel prodotto letterario associato ad un’illustrazione estremamente personale”

Al secondo posto c’è Tove Jansson con la l’autrice dei Mumin che piace sia per il suo modo di raccontare questo mondo fatato, sia perchè le ricorda la mia infanzia in Valle d’Aosta.

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